25 NOVEMBRE - IL TIMORE DI DIO E' UN DONO PREZIOSO
"Il SIGNORE prende piacere in quelli che lo temono in quelli che sperano nella sua benignità." (Salmo 147,11).
Troppo spesso i figli dimenticano di rispettare i genitori una volta in possesso della loro eredità. E sebbene la dottrina della certezza non possa essere accusata di produrre un frutto così amaro, siamo troppo inclini ad abusarne: anche il migliore dei santi può essere indotto molto in tentazione dopo che l'amore di Dio con la vita eterna è stato trasmesso sotto il sigillo della certezza della speranza, e può cadere in grandi trasgressioni.
Dio ha aperto le profondità del suo cuore e ha dimostrato il suo amore a Davide e Salomone in grande misura prima che entrambi cedessero al peccato. Una macchia lasciata nella loro vita mostra le ombre del loro peccato alla luce di tale amore divino. E mentre la loro storia ci lascia esempi di fragilità umana, rappresenta anche una sicurezza indelebile. Poiché questa sicurezza si diffonde nella più alta gioia dalla certezza della gloria che aspettiamo, dobbiamo nutrire nei nostri cuori un santo timore di Dio.
Il diavolo è contentissimo se può far peccare i santi, ma si glorifica soprattutto quando può farli contaminare le loro vesti di salvezza. Se ci riesce, cerca di insultare Dio mostrandoGli in quale difficile situazione si trova Suo figlio e mostra a tutti la "speranza" del cristiano affinché il mondo lo ridicolizza. Dopo che satana ha gettato il cristiano in qualche peccato, chiede a Dio: "È questa la certezza che gli hai dato del cielo - e questa la veste della salvezza che gli hai donato? Guarda dove si trova - e che pasticcio ha fatto della tua grazia".

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