12 DICEMBRE - LA PAROLA AIUTA CONTRO LE TENTAZIONI

Possiamo andare contro il peccato e contro satana con un'arma migliore di quella usata da Cristo per combattere il tentatore?

Agostino d'Ippona non riusciva mai a liberarsi dalle sue concupiscenze finché non udì una voce che diceva: "Prendi, leggi!" Aprì la sua Bibbia al capitolo 13 di Romani e ciò che lesse provocò un potente terremoto nella sua anima. Le porte della prigione del suo cuore si spalancarono immediatamente e le catene della lussuria che i suoi sforzi non avrebbero mai potuto spezzare ora caddero. Confessò di essere stato schiavo di queste concupiscenze e legato con catene indissolubili di piacere saldate con i sensi di colpa. Si rotolava nelle sue sporche lussuria con lo stesso divertimento come se si fosse riposato su un letto di spezie, ungendosi con olii preziosi. Eppure questa sola parola giunse con un potere così imponente che strappò ognuno di loro dal suo cuore e trasformò il suo amore in un odio provocatorio nei loro confronti.

Poiché la Parola è l'arma con cui Dio libera i peccatori dal potere del diavolo dandoli libertà, Egli la usa anche per difendere i Suoi santi dalle tentazioni che li riporterebbero al peccato. Satana, ora cacciato dal suo regno, cerca diligentemente di reclamare il peccatore perdonato.

Ma quei regni che vinciamo con la spada dobbiamo tenere con la spada. Davide ci dice che ha tenuto la sua posizione e l'ha difesa contro il nemico: "Riguardo alle opere degli uomini, per la parola delle tue labbra, mi sono guardato dalle vie dei violenti." (Salmo 17:4). È come se avesse detto: “Vuoi sapere come sfuggo alle cose empie che piace alla maggior parte degli uomini? La risposta è la Parola di Dio, che mi protegge dalle tentazioni che portano gli uomini ad essere lentamente distrutti».

Possiamo andare contro il peccato e satana con un'arma migliore di quella usata da Cristo per combattere il tentatore? Naturalmente avrebbe potuto facilmente stendere il diavolo ai Suoi piedi con un raggio di gloria dalla Sua divinità se avesse voluto combattere in quel modo. Eppure scelse di nascondere la maestà della sua divinità e lasciò che satana si avvicinasse a Lui così che potesse vincerlo con la Parola e dimostrare il valore di quella spada che avrebbe lasciato ai suoi seguaci per combattere lo stesso nemico.

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