16 NOVEMBRE - DILIGENZA NELLE PICCOLE COSE
Dio pone alcuni uomini sugli alti luoghi della terra e affida loro compiti entusiasmanti. Ma Egli ordina ad altri di piantare le loro tende in un terreno più basso e di non vergognarsi del loro incarico, non importa quanto possa sembrare inferiore. Ora, per incoraggiare ogni credente ad essere fedele nel suo posto particolare, Dio ha fatto promesse che si applicano a tutti loro. E le sue promesse sono come i raggi del sole: splendono liberamente attraverso la finestra della capanna del povero come in quella del palazzo del principe.
Le promesse di Dio rafforzano le nostre mani e il nostro cuore contro lo scoraggiamento che molto probabilmente ci indebolirà nel Suo servizio. Ci sostengono e ci proteggono dall'opposizione furiosa del mondo: "Sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò. Sii forte e coraggioso" (Giosuè 1:5-6). Questa era una promessa che Dio fece al condottiero d'Israele, la stessa promessa data agli apostoli che avrebbero affrontato le stesse prove, nemici e scoraggiamenti: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni;... ed ecco, io sono con voi sempre, fino alla fine del mondo" (Matteo 28,19-20).
La tentazione che di solito affligge coloro che sono nelle chiamate inferiori è l'invidia di vedersi per terra e i loro fratelli elevati a un servizio superiore. A volte queste tentazioni producono sconforto quando i credenti si sentono come eunuchi che non portano gloria a Dio, alberi secchi che non sono fruttiferi nel Suo regno. Per armare il cristiano contro il malcontento e lo scoraggiamento, Dio promette una ricompensa per la fedeltà al servizio più umile tanto quanto al servizio più onorevole. C'è qualcosa di più degradante del ruolo di uno schiavo? Eppure niente al servitore fedele è promesso meno del cielo stesso: «Qualunque cosa facciate, fatela di cuore, come al Signore, e non agli uomini; sapendo che dal Signore riceverete il premio dell'eredità, perché servite il Signore Cristo» (Colossesi 3:23-24).

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