26 OTTOBRE - SPEGNERE I DARDI INFUOCATI

 


A parte Cristo, satana ha ingannato con successo ogni uomo che sia mai vissuto. Era prerogativa di Cristo essere tentato ma non indotto in tentazione. Perfino Giobbe, capo dell'esercito dei santi di Dio, che il Padre chiamò «perfetto e retto» (Gb 1,1), fu gravemente ferito dalle frecce di satana. Eppure a suo tempo Dio fu fedele nel strapparlo dalla presa del diavolo e portare guarigione e restaurazione al Suo servitore. 

Il provvedimento bellicoso di satana include non solo frecce ma anche "dardi infuocati". Ma perché la Scrittura chiama questi dardi "infuocati"? 

In primo luogo, satana li spara con collera ardente. Questo drago sputa fuoco pieno di indignazione contro Dio e ogni suo santo. Saulo spirava «minacce e strage contro i discepoli del Signore» (At 9,1). Come uno che è interiormente infiammato, il suo alito è caldo: un flusso ardente di rabbia persecutoria esce da lui come una fornace ardente: è il soffio della furia del diavolo. 

Inoltre, cosa più importante, si dice che i dardi del diavolo siano infuocati a causa dell'effetto maligno che hanno sugli spiriti degli uomini, accendendo un fuoco nei loro cuori e nelle loro coscienze. L'apostolo allude all'usanza dei nemici crudeli che erano soliti intingere le punte delle loro frecce nel veleno, rendendole ancora più letali. Non solo feriscono la parte in cui sono penetrati nella vittima, ma infettano l'intero corpo, portando ad una condizione che rende quasi impossibile la guarigione.

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