23 OTTOBRE - AGGRAPPARSI AL SALVATORE
Quando i dubbi di Davide confondevono la sua fede non si arrese. Invece di dubitare che Dio lo amasse, comunicava con il proprio cuore e esaminava diligentemente il suo spirito : «Nel giorno della mia sventura ho cercato il SIGNORE» (Sal 77,2). Una persona non dovrebbe sedersi e accontentarsi del suo dubbio irrisolto più di quanto uno che pensa di sentire l'odore del gas in casa sua andrebbe a letto a dormire. Guarderà in ogni stanza e angolo finché non sarà soddisfatto che tutto è al sicuro. Poiché il mondo antico non credeva in un diluvio imminente, gli uomini si stabilirono in un letargico rifiuto di considerare l'avvertimento di Dio. E l'acqua raggiunse le loro finestre prima che avessero i mezzi per scappare.
Nonostante i suoi dubbi, il vero credente si appoggia e desidera aggrapparsi a Cristo. Mentre i piedi di Pietro tremavano sott'acqua, innalzava la preghiera a Cristo; e questo dimostrò la verità della sua fede. Sebbene Giona avesse molti timori, anche in questi la sua fede aveva una piccola presa su Dio: «Allora ho detto: Sono stato scacciato dalla tua presenza. Eppure guarderò ancora verso il tuo santo tempio.» (Giona 2:4). «Quando la mia anima veniva meno dentro di me, mi sono ricordato dell'Eterno, e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo santo tempio.» (v. 7). E anche Davide, sebbene non potesse liberarsi di tutti i timori che derivavano dalla sua debole fede alzò una mano e li fermò. «Quando avrò paura, confiderò in Te.» (Sal 56,3).
Il dubbio del cristiano debole è come il vacillare di una nave all'ancora: è agitato, ma non si stacca da Cristo; ma il dubbio del non credente è come l'agitarsi di un'onda che non ha nulla ad ancorarla ed è alla mercé del vento. «Ma la chieda con fede senza dubitare, perché chi dubita è simile all'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là.» (Gc 1,6).

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