1 OTTOBRE - RIPOSARSI IN CRISTO
Così come la redenzione senza il sangue di Cristo è impossibile, né può esistere la Chiesa senza il sangue: «La Chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue» (At 20,28). La chiesa viene tolta dal costato di Gesù morente, come Eva fu strappata dal corpo di Adamo. Cristo non ha redento e salvato l'uomo sedendo in maestà sul suo trono celeste, ma appendendosi alla rozza croce vergognosa, sotto la mano tormentosa del furore dell'uomo e dell'ira di Dio. Perciò la persona che vuole il perdono dei suoi peccati è diretta a riporre la sua fede non solo in Cristo, ma in Cristo sanguinante: «Colui che Dio ha proposto come propiziazione mediante la fede nel suo sangue» (Rm 3,25).
La fede, allora, diventa attiva quando l'oggetto della fede è Cristo crocifisso per il perdono e la vita. Ci sono molti atti dell'anima che devono precedere questo, perché una persona non può mai esercitare veramente questa fede se prima non ha conoscenza di Cristo e fa affidamento sulla sua autorità. Solo allora può dire: «Io so in chi ho creduto» (2 Timoteo 1:12). La maggior parte delle persone è riluttante a fidarsi di un perfetto sconosciuto. Abramo non sapeva dove stava andando, ma sapeva con chi stava andando! Dio operava con Abramo per insegnargli la conoscenza della Sua gloriosa presenza - chi Egli era - in modo che potesse fare affidamento sulla Sua parola, acconsentendo alla verità di essa, non importa quanto dura, improbabile e impossibile sembrasse: "Io sono il Dio onnipotente, cammina davanti a me e sii perfetto» (Genesi 17:1). Dio voleva anche che Abramo riconoscesse la propria fragilità e inadeguatezza.
Ma vuole anche che riconosciamo la nostra stessa impotenza e quanto poco, anzi, niente, possiamo contribuire alla nostra riconciliazione. Il nostro senso di vuoto deriva dalla profonda apprensione che proviamo quando vediamo la pienezza di Dio e la nostra stessa insufficienza.

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