30 SETTEMBRE - LA FEDE CHE GIUSTIFICA
Quando il diavolo tentò Gesù, non parlava contro la Scrittura, ma utilizzava la Scrittura, estraendo le sue frecce da questa stessa faretra (Matteo 4:6). Riconoscere la verità della Parola non è che un atto di intelligenza, che i malvagi e i demoni possono compiere. Ma la fede che giustifica opera sia nell'intelletto che nella volontà; perciò è descritto come un credere "con il cuore" (Romani 10:10). "Filippo disse: Se credi con tutto il tuo cuore...." (At 8,37).
Ci sono due aspetti della promessa, che riguardano sia l'intelletto che la volontà. Come la promessa è vera, così richiede un atto di assenso dall'intelletto, e come è buona oltre che vera, così richiede un atto della volontà di abbracciarla. Perciò, chi conosce la verità della promessa solo intellettualmente, senza aggrapparsi ad essa, non crede 'salvificamente'. Che l'uomo non tragga beneficio dalla promessa più di quanto colui che realizza il cibo è nutriente ma rifiuta di mangiare.

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