2 SETTEMBRE - MIETERE LA GIOIA


Ora Dio promette di benedire il Suo popolo con pace sia esteriore che interiore. Sarebbe un posto triste avere strade tranquille ma le contese dentro le nostre case. Eppure sarebbe ancora peggio avere la pace nelle nostre strade e nelle nostre case, ma la guerra nelle nostre coscienze. Perciò Cristo ha acquistato la pace del perdono per ottenere la pace della coscienza ai suoi perdonati; e poi ce l'ha voluto con la promessa: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace" (Gv 14,27). Non c'è paura, quindi: la Sua volontà sarà compiuta al massimo, visto che Egli vive per ottenere ciò mediante la potenza del Suo Spirito.

«La luce è spuntata per il giusto e la gioia per i retti di cuore» (Sal 97,11). È successo nel credente quando i principi di grazia e di santità sono stati seminati dallo Spirito di Dio. Per questo è chiamato "il frutto pacifico della giustizia" (Ebrei 12:11). Germoglia naturalmente dalla santità come ogni frutto dal seme della sua stessa specie. È vero che questo seme matura in frutto prima in alcuni che in altri: la raccolta spirituale non avviene contemporaneamente in tutti. Ma ecco la sicurezza: chi ha un seme di grazia nel suo cuore avrà anche il suo tempo di mietitura di gioia.

Ora, se pensi che il Vangelo possa essere difettoso perché la pace di un certo cristiano non è maturata, sappi questo: è in arrivo, e quando arriverà sarà eterna. Non concentrarti su come inizia il santo, ma su come finisce. «Sta' attento all'uomo integro e osserva l'uomo retto, perché il futuro di tale uomo sarà pace» (Sal 37,36).

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