19 SETTEMBRE - PREPARARSI PER LA MORTE
D'altra parte, il santo il cui cuore è preparato non gusta mai più dolcezza nelle comodità della vita che quando intinge questi bocconcini in meditazioni di morte e di eternità. Pensare di perdere la vita non gli provoca più dolore di quanto gli sia tolto il primo piatto per fare spazio al piatto principale. Davide, per esempio, era così poco legato a questo mondo da poter dichiarare "non temerò alcun male", anche nella "valle dell'ombra della morte" (Salmo 23:4).
E che dire di Pietro? Conosceva il segreto della pace o no? Dormiva tranquillo, legato "tra due soldati" in una prigione la notte prima che Erode "lo facesse comparire in pubblico" per la sua esecuzione. E mentre queste non sono certo le condizioni abituali per il riposo, dormiva così profondamente che l'angelo dovette percuoterlo sul fianco per svegliarlo (At 12,6). Mi chiedo seriamente se Erode stesso abbia dormito bene quella sera come fece il suo prigioniero! Senza dubbio questa "prontezza del vangelo della pace" (Efesini 6:15) portò Pietro a un tale riposo divino. Siccome era pronto a morire, riuscì a dormire.

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