16 SETTEMBRE - PORTARE LA CROCE

 


Dio si aspetta che manteniamo i nostri cuori puri dalla contaminazione del peccato, con i nostri affetti rivolti a Lui: "Se dunque uno si purifica da queste cose, sarà un vaso ad onore, santificato e utile al servizio del padrone, preparato per ogni buona opera» (2 Timoteo 2:21). 

Dio chiama i suoi redenti a prepararsi non solo al servizio, ma anche alla sofferenza: «Se uno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua» (Lc 9,23). Queste parole possono essere chiamate il contratto del cristiano suggellato dallo Spirito di Dio, poiché tutti coloro che saranno servi di Cristo devono accettare questa relazione prima di poterlo chiamare Maestro. Il provvedimento principale che il Signore ha preso per i Suoi servitori è che soffrano in pace. Cristo è stato attento a raggiungere il cuore dei Suoi servitori, perché se Lo amano profondamente non si limiteranno a sopportare le difficoltà al Suo servizio, ma mostreranno la loro prontezza in esso. Di conseguenza, Dio ha incluso dei passaggi nella Scrittura proprio per questo scopo. 

Cristo chiede a un santo di togliere le mani dalla propria volontà e di consegnargliela. Dal giorno in cui entra al servizio di Cristo, deve rispondere alla chiamata del Salvatore con "Lo voglio". 

Cristo dà al credente una croce da "portare" prima di dargli una corona da indossare. Intende che i cristiani non solo la "sopportino" - perché gli empi riescono a farlo contro la loro volontà - ma la "accolgono". Naturalmente Egli non intende che noi ci facciamo la nostra croce e andiamo a capofitto nei guai, ma vuole che prendiamo quella croce che ha fatto per noi. 

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