19 AGOSTO - LA NOSTRA DIPENDENZA DALLA SUA OPERA
Dio ha scelto di donare questo tesoro di riconciliazione per renderci umili, affinché la nostra superbia s'abbassa e Dio possa essere esaltato nel nostro giorno di salvezza. «Il pane di Dio è Colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo» (Gv 6,33). E notate perché Dio scelse quel metodo per sfamare i Suoi figli nel deserto: "nel deserto ti ha nutrito di manna che i tuoi padri non conoscevano, per umiliarti " (Deuteronomio 8:16).
Esaminiamo più attentamente questo processo di umiliazione. Naturalmente assumiamo che gli israeliti sarebbero diventati sia saggi che umili quando Dio stesso li avrebbe nutriti con "il pane degli angeli" (Salmo 78:25). Eppure l'uomo è orgoglioso e vuole provvedere per se stesso; non gode un pasto inviato dalla carità, a spese di un altro, quasi quanto gusta il cibo che si è guadagnato. Questo orgoglio fece desiderare ai figli d'Israele le cipolle dagli orti egiziani: cibo scadente ma cibo comprato con i loro stessi soldi invece che donato loro da Dio.
La riconciliazione di Dio con i peccatori mira a un'unione più perfetta di quella che aveva con Adamo. Dio non avrebbe mai permesso che la sua prima opera fosse così segnata dal peccato se non avesse progettato di costruire una struttura più magnifica dalle sue rovine. Vuole stampare la felicità dell'uomo nella seconda edizione con un carattere più perfetto della prima e si servì di Cristo come unico strumento idoneo per realizzare questo disegno: « io sono venuto affinché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10,10). Venne per dare una vita più abbondante di quella che l'uomo aveva mai avuto prima che il peccato lo separasse da Dio.

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