19 GIUGNO - VERSO LA META
Il cristiano sincero è in viaggio e non arriva mai alla fine del suo viaggio finché non raggiungerà il paradiso. Questo lo mantiene sempre appoggiato a Dio, grato per ogni favore divino ma non compiaciuto di grandi manifestazioni di grazia. "Quando mi risveglierò", disse Davide, "mi sazierò della tua presenza" (Sal 17,15). Egli aveva goduto molte dolci ore di comunione presso la casa di Dio e lo Spirito Santo gli aveva portato delle pietanze squisite di cui il mondo non sapeva nulla, eppure Davide si rese conto che non ne avrebbe mai avuto abbastanza finché il cielo non gli avesse dato la sua intera porzione d'eredità.
Quando i barbari Galli assaggiarono per la prima volta i vini d'Italia, furono così colpiti dalla loro dolcezza che non solo acquistarono questo vino, ma decisero di conquistare l'intera terra che forniva l'uva! Allo stesso modo il credente sincero non crede che sia sufficiente ricevere manifestazioni di grazia e conforto dal cielo in occasioni speciali, facendo affari a distanza con Dio. No, desidera prendere quel luogo santo e benedetto che è la fonte di queste ricchezze e non vede l'ora di bere quel vino nel regno di Dio.
Questa meditazione del santo incoraggia l'anima a salire sempre più vicino al cielo. Paolo disse: "proseguo il corso verso la méta verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesú" (Filippesi 3:14). Altre persone ammiravano le conquiste spirituali dell'apostolo e ne sarebbero state felici; eppure Paolo sarebbe stato molto infelice se non avesse mai scalato nuove vette della grazia di Dio. Ammetteva di di avere già ottenuto il premio perchè il premio non compare a metà gara ma alla fine della gara; e Paolo correva verso la méta: "la suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù".

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