11 GIUGNO - CRISTO NOSTRA SICUREZZA
La coscienza è stabilita da Dio per essere giudice nel tribunale privato dei nostri cuori. È vincolato dalla stessa legge con la quale Cristo stesso assolverà o condannerà nell'ultimo giorno. Quando andremo sotto processo per la nostra vita, davanti al tribunale di Cristo, la grande domanda sarà se siamo stati sinceri o meno. E siccome Egli non condannerà l'anima sincera, benché mille peccati le siano imputati, nemmeno i nostri cuori possono condannarci.
Ma come può Dio accettare un'obbedienza così imperfetta quando era così severo con Adamo da dichiarare imperdonabile il suo fallimento? Nel patto che Dio fece con l'umanità in Adamo non c'era nessun Garante responsabile dell'adempimento da parte dell'uomo del suo dovere nel patto, che era l'obbedienza assoluta. Così Dio, per recuperare la sua gloria e risarcire Se Stesso per il torto che l'inadempienza dell'uomo gli avrebbe fatto, fu severo con Adamo.
Eppure nel nuovo patto c'è un Garante — Gesù Cristo il Giusto — che è responsabile davanti a Dio per tutti i peccati della vita di un credente. E il Signore Gesù cancella non solo le ingenti somme di quei peccati di cui sono accusati i cristiani prima della conversione, ma anche tutti i debiti insidiosi che contraggono in seguito per debolezza e incuria. "Figlioletti miei, vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se pure qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesú Cristo il giusto. Egli è l'espiazione per i nostri peccati." (1 Gv 2,1-2). Allora, senza venire meno alla Sua giustizia, Dio può cancellare i debiti dei suoi santi per i quali Egli ha pagato mediante la croce di Cristo. È misericordia per i santi ma giustizia per Cristo che faccia questo. Che preziosa armonia quando la giustizia e la misericordia si baciano!

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