27 FEBBRAIO - COME NON LOTTARE
La contesa è sempre brutta, sia con i vicini che con gli amici, con la moglie o il marito, ma la contesa peggiore è con Dio.
Le concupiscenze degli uomini sono quegli strumenti sanguinari di morte con cui i peccatori si fanno del male. Lo Spirito Santo si sforza di toglierli dalle nostre mani e di sostituirli con la grazia di Cristo e la vita eterna. Quando respingi un simile conflitto amoroso, sei giustamente considerato un combattente contro di Lui. "Voi dal collo duro e incirconcisi di cuore e di orecchie, resistete sempre allo Spirito Santo", disse Stefano (Atti 7:51). Non lottare contro la provvidenza di Dio.
Mettere in discussione gli atti di Dio, siano essi di misericordia o di giustizia, si chiama "contenderLo" o "rimproverarLo" (Gb 40:2). È sicuramente un uomo audace che osa nominarsi querelante e Dio il difensore. No! Dio è il giudice e ti troverà colpevole di oltraggio alla corte per aver portato contro di Lui tali false accuse. Contendersi con l'Onnipotente? Rimproverare Dio? Faresti meglio a gridare con Giobbe: "Sono vile; che ti risponderò? Metterò la mia mano sulla mia bocca" (Gb 40,4). Ascolta la sua supplica: "Perdona solo ciò che è passato e non sentirai più un tale parlare!"
Cristiani, prestate attenzione a questa lotta sopra ogni altra. La contesa è sempre brutta, sia con i vicini che con gli amici, con la moglie o il marito, ma la contesa peggiore è con Dio. Se Dio non può piacere a te e il tuo cuore si solleva contro di Lui, quali speranze ci sono che tu Lo faccia piacere? L'amore non può pensare alcun male di Dio, né sopportare di sentire parlare di lui alcun male.
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