8 DICEMBRE - IL POTERE DELLA CONVINZIONE
La coscienza è la prigione di Dio nel cuore stesso delle persone, e nessuno può liberarsene se non Colui che l'ha posta lì.
Se la Parola scopre qualcosa che sfugge all'esame della propria coscienza, non dimostra questo che è la Parola Divina? L'apostolo ci esorta a conoscere la potenza della Parola proclamata per aprire il cuore:
“In questo modo i segreti del suo cuore vengono palesati e cosí, gettandosi con la faccia a terra, adorerà Dio, dichiarando che Dio è veramente fra voi.»
(1 Corinzi 14:25).
La coscienza è un castello al sicuro dagli attacchi a meno che Dio non continui
a combattere. Nessun potere può dirigerlo a fermare se non ciò a cui il cielo e la terra
devono obbedire. Colui che disarma l'uomo forte deve essere più forte di lui. E Colui che domina la coscienza deve essere più grande di essa. Ora la Parola può abbattere questa potenza dell'anima che rifiuta di inchinarsi a chiunque
eccetto Dio.
Finché Giobbe non fu toccato dalla mano di Dio, godeva della sua prosperità e presumeva che la sua ricchezza spirituale corrispondesse al suo valore
materiale. Ma quando la legge lo accusò di peccato, spogliò la sua coscienza come sarebbe diventata in seguito la sua condizione esteriore. Per la prima volta
vide quanto fosse veramente privo di ogni santità e rettitudine. La Parola aveva un tale potere su di lui
che lo teneva, con il suo rigore farisaico, tremante sul abisso senza fondo della sua stessa ingiustizia.
Cosa può muoversi come il braccio della Parola? Quando un prigioniero predicava
al giudice Felice, rabbrividì sotto il potere di condanna. Chi se non Dio
poteva rendere così terrorizzati quegli uomini che erano colpevoli di aver versato il sangue
innocente di Cristo e disprezzavano la Sua dottrina che gridarono nel mezzo del sermone di Pietro: "Uomini e fratelli, cosa dobbiamo fare?" (Atti
2:37).
La coscienza è la prigione di Dio nel cuore stesso delle persone, e nessuno può liberarsene se non Colui che l'ha posta lì.
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